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Basic Instinct: capolavoro del cinema anni Novanta

Basic Instinct è uno dei capolavori del cinema anni Novanta capace di segnare la sua epoca.

È uscito nelle sale per la prima volta nel lontano 1992 e a distanza di quasi 30 anni la pellicola di Paul Verhoeven continua a regalare emozioni. È il film che ha consacrato la stella di Sharon Stone, che fino al quel momento era considerata quasi un’artista di seconda fila, certamente non una star di successo. Ma cosa si cela dietro una delle scene più iconiche del cinema di sempre?

L’accavallamento fatale

Per molti, il segreto del successo della pellicola è racchiuso in pochi secondi, nella scena che tutti conoscono e che ha ha reso questo film immortale: l’accavallamento di Sharon Stone durante l’interrogatorio. Bionda, occhi di ghiaccio, con un abito bianco corto e senza biancheria intima, la scrittrice Catherine Tramell decide di distrarre i poliziotti con quel gesto di accavallamento che ha fatto la storia.

Sono pochi attimi, l’atto erotico è esplicito ma ha una durata brevissima. Quei pochi frame hanno fatto sognare generazioni di cinefili, cambiando per sempre la geografia del desiderio sessuale. Con quel gesto, Sharon Stone è diventata il sogno erotico di milioni di uomini, scrivendo il suo nome in modo indelebile nell’olimpo delle attrici più amate di sempre.

L’eroticità della trama

Il film di Paul Verhoeven ha in realtà un sottile filo erotico che lo attraversa, di cui l’accavallamento è forse solo la punta dell’iceberg. La protagonista è un’affascinante scrittrice bisessuale accusata di essere una killer. Intrigante e passionale, la donna interpretata da Sharon Stone ha e sa di avere una fortissima carica erotica che utilizza a suo favore per sviare dalle indagini il detective che indaga su di lei, l’affascinante Michael Douglas, che non può fare a meno di cadere nella sua rete e innamorarsene. La scrittura del film è stata pressoché perfetta, il thriller è avvincente e carico di pathos e non mancano le citazioni famose che gli amanti del cinema non possono non riconoscere, come “La donna che visse due volte” di Hitchcock e “Tenebre” di Argento.

La storia dell’accavallamento più famoso di sempre

L’accavallamento di Sharon Stone è diventato un momento quasi mitologico e come per tutti i miti che si rispettano anche qui si celano dei segreti e delle controversie.

Polemiche e aneddoti si susseguono da anni tra smentite, conferme e contraddizioni. Il regista Paul Verhoeven ha sempre dichiarato che quella di non indossare la biancheria intima fu una scelta condivisa dall’attrice, tanto che alla fine del ciak Sharon Stone gli avrebbe regalato i suoi slip, un feticcio in ricordo di quel momento che si presagiva iconico.

Una versione diversa è quella raccontata dall’attrice, a suo dire ignara del fatto che nelle riprese si sarebbe notata l’assenza della biancheria. Stando a quel che ha sempre riferito, infatti, il suo personaggio non avrebbe indossato gli slip solo per darsi un tono. Solo al cinema, vedendo la pellicola in alta risoluzione, l’attrice si sarebbe resa conto di quel che era stato montato e ripreso e a quel punto avrebbe schiaffeggiato il regista.

Paul Verhoeven non ha mai menzionato questo aneddoto e pare sia stato proprio lui la mente del secondo più famoso di sempre. Lo sceneggiatore Eszterhas ha infatti sempre negato di aver inserito quel dettaglio nella scrittura, che sarebbe a esclusiva opera del regista. Tuttavia, Eszterhas non ha il rimpianto di non essere stato autore del momento iconico del film, perché stando alle sue parole avrebbe consumato una notte di vera passione con Sharon Stone dopo l’uscita della pellicola.

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