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Zeffirelli Maestro del Cinema Mondiale

Ricordando Franco Zeffirelli

Il mondo del cinema è in lutto

Si è sentita anche qui oltreoceano la scossa per la morte del maestro Zeffirelli.

New york, una città a lui cara, lo ricorda in onore dei 40 anni e più di 800 produzioni al Metropolitan Opera.

Inizia tutto con un provino, andato male, come attore per una produzione teatrale di Visconti. Dopo averlo scartato per via del suo accento, Visconti si incuriosisce del rotolo che gli vede sempre portare sottobraccio.
Erano i suoi disegni, da cui non si separava mai, che gli valsero il ruolo di scenografo nella compagnia con cui Visconti stava producendo Le Vie del Tabacco. Sarà di Zeffirelli la firma sulla scenografia della prima produzione italiana di Un tram chiamato desiderio, di Tennessee Williams.

Il sodalizio con Visconti è stato prezioso per imparare del cinema in quella che Zeffirelli stesso ha definito “un’università del cinema” ma il suo talento di regista si è espresso soprattutto nel teatro lirico e di prosa. Tra gli anni ’50 e ’60 cura le regie di numerose opere teatrali, da L’elisir d’Amore e la Cenerentola alle opere di Shakespeare con le quali vola a Londra ed Edimburgo, prime esperienze all’estero.

La storia

È un regista particolarmente compreso all’estero e forse con una sensibilità esterofila che gli apparteneva già di partenza. Le sue prime trasposizioni cinematografiche di Shakespeare nella fine degli anni ’60, vengono prodotte in Italia, seppur con attori americani (Elyzabeth Taylor e Richard Burton).

Si racconta che Zeffirelli avesse pensato alla Loren e Mastroianni per La bisbetica domata, ma qualcosa aveva fatto scattare la scintilla tra la Taylor e Burton in un modo che si avvicinava moltissimo alla visione che il regista aveva della storia e di come la voleva raccontare.

Il film fu campione di incassi negli USA aprendo le porte ad un pubblico affezionatissimo anche oltreoceano. Romeo e Giulietta,un altro classico intramontabile, che prima porta a Londra sul palco dell’Old Vic e poi sul grande schermo, utilizzando per la prima volta attori minorenni senza  rinunciare alle note edonistiche e sensuali che gli costarono la censura in Inghilterra.
L’attrice protagonista, infatti, non fu ammessa in sala perché troppo giovane per vedere la scena con il suo stesso seno nudo!

L’omaggio

C’è tanto, tantissimo nella carriera di quest’uomo che va oltre la capacità di questo articolo.
Oggi lo ricordano e lo omaggiano i Teatri, i maggiori del mondo che hanno fatto da casa al suo talento per anni La Scala, L’Old Vic, Il Metropolitan Opera. Un personaggio multi faccia che ha spesso incontrato le critiche degli addetti ai lavori a causa dell’esorbitante presenza di elementi scenici e di decoro da molti ritenuta eccessiva, ma venerata dal suo pubblico affezionato che lo ha seguito per decenni di successi in giro per il mondo.

Le sue produzioni mostrano sempre una predilezione per gli scenari d’insieme, uno stile carico di colori, costumi e scenografie meticolosamente studiate e ricchissime di dettagli che osannano la bellezza. Una celebrazione edonistica continua che ad oggi sembra essere il filo conduttore delle opere da lui dirette in teatro o su pellicola, una celebrazione che partiva da un bisogno personale e primordiale che rende il suo lavoro riconoscibile e senza tempo.

Il lavoro che sopravvive all’artista è la testimonianza di una vita dedicata a fare qualcosa di ben riuscito, di importante.
Così importante da restare immortale.
E lui sicuramente l’ha fatto.

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