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Self tape, che passione

Il self-tape è una cosa piuttosto strana. In mancanza della possibilità di fare provini di persona, idealmente la soluzione migliore, e con il crescente numero di progetti internazionali e le trasformazioni veloci del mercato dell’entertainment, ha soppiantato il metodo di audizioni in persona creando una vera e proprio nuovo oggetto di studio per gli attori.

Pro e Cons dei self-tape

Come tutte le cose ha i suoi pro, permette una maggiore libertà, quanti take vuoi e nessun nervosismo da sala d’attesa. Inoltre la facilità con cui è possibile oggi realizzare un video qualitativamente soddisfacente, rende anche più facile un approccio creativo nel realizzare i propri self tape.  D’altra parte però richiede uno sforzo di immaginazione gigantesco per superare la consapevolezza di trovarsi in cameretta, ripresi da un cellulare, davanti ad uno sfondo neutro che probabilmente copre i poster dei Nirvana.  Quando poi il vicino viene a bussare alla quarta volta in cui ti sente urlare “L’hai uccisa, l’hai uccisa!” è normale sentirsi anche un pò fuori luogo.

I self tape restano e possono essere utilizzati per presentare il tuo lavoro

Anche chi non è attaccato al progetto per cui li hai realizzati può visionare i tuoi self tape e farsi un’idea del tuo lavoro.

Specialmente se vuoi mostrare qualcosa di più specifico rispetto al reel intero, li puoi rendere disponibili classificandoli per genere (comedy, drama, self presentation) e dando una breve outline della scena o del personaggio (es: comedy–un primo appuntamento da incubo; drama–Lisa, madre in fuga nella seconda guerra mondiale).

Investire tempo nella qualità del self tape è una garanzia per il futuro.

I casting directors conservano i self tape che li colpiscono in positivo, per progetti futuri in cui potrebbero aver bisogno di un attore/attrice di quel tipo. Per questo il self- tape non è finalizzato solo alla specifica performance per cui lo inviate, ma anzi mirate a inviare una performance memorabile per lasciare traccia. Trattatelo come un provino di persona, potrebbe essere il motivo per cui il casting si ricorderà di voi in futuro e vi convocherà per un altro ruolo.

Investi nell’attrezzatura e nella cura del set-up

  • Fotocamera: ad oggi qualunque telefonino ha un videocamera pro che ti permette di realizzare video qualitativamente più che accettabili. Fai in modo di averne uno e prenditi il tempo di capire come sfruttare al meglio le potenzialità della tua videocamera.
  • Suono: il microfono del telefono solitamente è sufficiente, se usate quello fate attenzione a non andar in luoghi con un’eco o un rimbombo eccessivo. Se volete investire in un microfono esterno, uno di quelli ultra leggeri  con l’attacco jack piccolo da telefono va benissimo.
  • Illuminazione: migliore è l’illuminazione, migliore sarà il self tape. Proprio perchè nel self tape non c’è editing e la nostra faccia è costantemente al centro dell’attenzione impietosa della videocamera, è fondamentale che sia ben illuminata, che sia valorizzata e piacevole da guardare. Si trovano facilmente su internet set di luci semiprofessionali a prezzi piuttosto economici per realizzare self tape.
  • Setting neutro: non è necessario che tutti  i self-tape vengano realizzati su sfondo neutro grigio/blu o bianco. E una buona regola di partenza, ed è decisamente la cosa migliore da fare quando non si hanno input alternativi. Setting neutro significa sfondo monocolore solido, blu, grigio scuro, bianco sporco o nero. Niente mensole della cucina, quadri di Che Guevara, divano con il gatto che dorme sopra. Su internet si trovano i fondali neutri di colori solidi utilizzati proprio per il  self-tape e comodamente montabili nella propria stanza.
  • Setting semi-scenografato invece vi capita una scena che credete di poter rappresentare in modo meno asettico e più naturalistico con quanto avete a disposizione, prendetevi anche la licenza di creare un ambiente circostante, sempre senza distrarre l’attenzione dalla vostra interpretazione.

Trova un lettore in cui ti senti a tuo agio a fare scelte audaci

L’ipotesi migliore sarebbe quella di avere come partner un collega attore di cui non solo ci fidiamo , ma che sia in grado di valorizzare con noi la scena e il nostro talento. Spesso capita di ricevere il provino e doverlo consegnare a strettissimo giro, senza aver tempo per organizzarsi con un collega. In tal caso, prendetevi il tempo di spiegare al vostro interlocutore la scena e i punti salienti e la progressione della scena. La videocamera è costantemente su di voi per cui è importante carpire le vostre azioni ma anche le reazioni. Se il vostro partner sa cosa darvi, metterà il suo lavoro al servizio della vostra performance.

Fate scelte rischiose

L’asetticità del self-tape rende difficile per chi recita e per chi guarda accettare di immedesimarsi nella situazione che hanno di fronte. Per questo può essere divertente tastare il confine dell’immaginazione inserendo elementi che, senza stravolgere la natura del provino, aiutino noi e lo spettatore ad entrare nella realtà della scena. Entrare ed uscire di scena durante il tape ad esempio, recitarne parte di spalle, mangiare in scena, girarlo in piazza, pettinarsi i capelli etc etc. Piccole ma incisive licenze creative con cui divertirvi e dare il vostro take personale alla ripresa, e uscire dall’anonimato nella stanza del casting.

Approfitta di poter cancellare e rifare le registrazioni

Usa questa possibilità come pratica per fare scelte coraggiose e prendere rischi . Nella peggiore della ipotesi dovrai solo cancellare e ricominciare. Usa i self tape come palestra per riguardati e capire come le tue intenzioni vengono in camera. Diversamente dal contesto professionale, qui sei tu a decidere luci , angolazioni, intenzioni, interpretazione. In un solo momento puoi essere il direttore artistico di te stesso. Affina le scelte che fai, provane di diverse, testa modi di diventare sempre di più il direttore creativo delle tue riprese, superare e trovare nuovi limiti di volta in volta.

Social Media Tips per Attori- Articolo per blog Action Pro

Social Media Tips per Attori

Abbiamo assistito nell’ultimo anno ad una progressiva, drastica, necessaria digitalizzazione della performance.

Il cambiamento è ancora in corso ed il mondo delle performance e dei live show è ancora in parte in shock, in parte in cerca.

Nuove forme di online shows, streaming, performance da remoto, a porte chiuse, on-line readings hanno invaso il web proponendo nuovi modi di intendere la performance, modi vecchi ma rinnovati, modi alternativi, rivisitazioni.

I social media possono essere il tuo palcoscenico online

Qualunque saranno gli esiti di questa ricerca è indiscutibile che le piattaforme digitali rappresentino l’alternativa più diffusa e immediatamente praticabile durante questi tempi di cambiamento.

La bellezza dei contenuti sui social media sta nella loro accessibilità da creare e distribuire, i costi bassissimi a livello economico ed organico.

La cosa più interessante del lavoro che metti in vetrina è che lo scegli tu. Sei chiamato ad essere il direttore artistico di te stesso e a proporre versioni di te che mettono in risalto i tuoi punti di forza, che ti ispirano, divertono, espandono le tue abilità da attore. Qualunque sia il contenuto che che vuoi creare, un one-person show, una serie di monologhi, un podcast, una serie live, un talk show, è direttamente accessibile on-line al tuo pubblico e agli addetti ai lavori, casting directors, registi, filmmakers e producers in tutto il mondo.

L’attore sui social è un ibrido tra persona e brand

I profili dei social media sono normalmente associati a persone fisiche od organizzazioni di diversa natura. Il caso degli attori è un ibrido. E’ una persona, ma è anche un brand. In quanto tale è importante che generi un senso di fiducia, che spinga l’audience a fidarsi e non sappia di contraffatto. Trasparenza dei contenuti e coerenza estetica sono due tra le accortezze che aiutano ad instaurare più velocemente questo legame con l’audience. La trasparenza aiuta l’utente ad identificare la vostra identità, a far capire chi siete. La coerenza estetica a creare un’identità che vi denoti a livello visivo.

L’idea di una presenza forte e caratterizzata sui social media è attraente e insidiosa allo stesso tempo

Per quanto il pensiero di un social media klout sia piacevole e ricco di risvolti positivi, si tratta di un lavoro totalmente basato sul coltivare un’ immagine di noi che facilmente può finire per scollarsi dal reale. Il personaggio che siamo on-line vs la persona che siamo nella vita reale. Persona e Personaggio. Non c’è nulla di male. E’ anzi divertente e se fatto in maniera ponderata è un lavoro creativo e con potenzialità di creare versioni trasformative di voi stessi. Molti social media strategist, attori ed influencers suggeriscono di creare un’immagine coerente e chiara e che punti a creare una relazione con l’audience. Partendo da interessi o connotati della nostra personalità già esistenti e veicolando da lì i contenuti che vanno a costruire la nostra immagine social.

Trasmetti contenuti live o realizzati precedentemente

Una delle cose migliori del teatro è la connessione con il pubblico. La trasmissione della performance live, di qualunque tipo, canora, monologo, scena, spoken-words, permette di riappropriarsi, in forma diversa, di parte di quella dimensione live al momento ferma. Piattaforme digitali come Zoom, YouTube, Facebook e Instagram offrono già da tempo la possibilità di trasmettere la propria performance in tempo reale. Il contatto con l’audience è necessariamente diverso, ma realmente percepibile. In ogni caso sia che si tratti di contenuti live o già girati,  sfruttate il canale per far emergere la vostra personalità, i vostri gusti, il vostro talento e abbandonate la necessità di compiacere il pubblico. Ad alcuni il vostro lavoro piacerà ad altri no. La trasparenza è il miglior antidoto alle interazioni tossiche dei social media. Un contenuto trasparente, comprensibile, esteticamente piacevole e onesto può generare coinvolgimento e far destare l’interesse dell’audience e degli addetti ai lavori nel vostro lavoro.

Action Pro Roma - kimberly graham workshop

Workshop con Kimberly Graham Casting Director

Per la prima volta in Italia, Kimberly Graham, Casting director vincitrice di Emmy Award.

Tra le più ricercate nell’industria cinematografica internazionale, organizza un workshop rivolto ad attori professionisti c/o la nostra Scuola di Recitazione a Roma.

Tra i progetti più noti in cui ha lavorato si contano Avatar, Homeland, Paranormal Activity 2 e Before Midnight. 

Obiettivo del workshop è di rafforzare le tecniche di audizioni per film e TV di attori professionisti con focus a 360 gradi sugli aspetti tecnici ed interpretativi nel contesto del provino.

 

PER PARTECIPARE:

  • Il workshop è aperto ad un massimo di 22 partecipanti;
  • è tenuto interamente in lingua inglese con traduzione simultanea;
  • è richiesta la conoscenza della lingua inglese;
  • i partecipanti verranno selezionati direttamente dalla casting director.

Per essere selezionati inviare il proprio headshot, cv e link al proprio videoreel in lingua inglese o ad un self tape in lingua inglese a manuelaparodi.m@gmail.com

 

CONTENUTI DEL WORKSHOP:

Sulla base del materiale ricevuto, Kimberly effettuerà un casting ed assegnerà ai partecipanti 1 o 2 giorni prima del workshop, delle scene da preparare.

Durante il workshop si continuerà il lavoro sulle scene assegnate con le eventuali note e direzioni ricevute dalla casting in 2/3 take. 

Si lavorerà su un cold reading assegnato in classe.

Improvvisazione sulla base di scenari ipotetici assegnati sul posto dalla casting.

Il lavoro sarà registrato e reso disponibile per i partecipanti entro una settimana dalla conclusione del workshop.

 

COSTI:

  • 300,00€ per i partecipanti iscritti entro il 31 Ottobre;
  • 350,00€ per i partecipanti iscritti dal 1 Novembre; 
  • 100,00€ per gli uditori, una giornata;
  • 70,00€ per gli uditori, una giornata. 

DATA, ORARI E LUOGO:

9 e 10 novembre dalle 10 alle 18, via delle Conce 14, Roma nella sede dell’accademia Action Propresso i  Mob Studios di Roma.

Per maggiori informazioni su Kimberly Graham 

 IDMB 

https://www.kimberlygraham.net/

Peter Henry Fonda - Morto a 79 anni

Morto Peter Fonda: spirito libero di Easy Rider

È morto Peter Henry Fonda, attore tra i creatori di Easy Rider, per il quale ricevette nomina all’Oscar per miglior sceneggiatura insieme a due altri sceneggiatori e nel quale aveva anche recitato insieme a Dennis Hopper.

La dedizione al cinema

Famiglia di artisti quella dei Fonda, un padre, Henry, ed una sorella, Jane, con il quale ha condiviso la dedizione al cinema.
La sorella lo descrive nel suo memoriale del 2005, come un’anima gentile, che non ferirebbe niente e nessuno, in empatia con tutti gli esseri viventi. Forse per questo vestiva così facilmente i panni dello spirito libero in Easy Rider, forse tra le pellicole più calzanti tra quelle che ha girato ad Hollywood. Ma la sua carriera comincia molto prima, da ragazzo con la gavetta fatta nel circuito del teatro regionale che lo porta a Broadway  nel 1961 in “Blood sweat and Stanley Poole”.
Gli anni ’60 sono per Fonda televisione e film indipendenti- tra cui “The trip” di Roger Corman con Dennis Hopper, Susan Strasberg  e Bruce Dern, tutto lavoro che apre le porte ad Easy Rider nel 1969.
Peter Fonda non arriva ad una carriera stellare come quella della sorella Jane forse, ma lavora costantemente e sempre in progetti di qualità sebbene poco da protagonista. A suo dire non si sarebbe fermato mai, certamente non sarebbe stata l’età o gli impedimenti fisici ad arrestarlo. Aveva voglia di continuare a giocare sullo schermo e fuori, mettendosi in gioco continuamente. Si legge sul suo sito:
“I believe that one is only truly free when learning, and one can only learn when one is free.”
Morte Mattia Torre - 2019

Salutiamo Mattia Torre: Scrittore e Creativo di Cinema e TV

È morto oggi a Roma Mattia Torre giovanissimo e prolifico attore, scrittore, autore e sceneggiatore che in molti ricordano per aver contribuito a dar vita alla serie tv Boris.

Negli anni ’90 scrive soprattutto commedie per il teatro – L’ufficio, Piccole Anime, Tutto a Posto – insieme a Giacomo Ciarrapico. Il legame Torre – Ciarrapico e Vendruscolo porta alla luce numerose creazioni tra cui il film Piovono Mucche, premiato con il Solinas.  Per la TV è tra gli autori di Parla con me, di Serena Dandini sempre in sodalizio con Ciarrapico e Vendruscolo.

Tra le sceneggiature per la TV la toccante serie autobiografica La linea Verticale che racconta proprio della sua malattia, interpretata da Valerio Mastandrea. Tra le sue più fortunate creazioni le tre fortunate stagioni della serie TV Boris, per Fox Italia per la quale ha anche partecipato alla regia della seconda stagione ed alla scrittura e regia del film tratto dalla stessa serie.

Ricordato da molti come una delle più brillanti menti della scrittura creativa italiana, Torre lascia più di cento sceneggiature e numerosissimi  progetti da compiere tra cui un film per il 202o con Valerio Mastandrea, Paola Cortellesi e Stefano Fresi.

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