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25esimo compleanno Forrest Gump - Dal Blog Action PRO®

25° Forrest Gump

Ci sono film che non sono delle semplici storie che restano relegate alle pellicole su cui sono impressi. Hanno una forza tale da camminare sulle loro gambe e sopravvivere ai cambiamenti della società, perfino a quelli dei gusti del pubblico. Uno di questi è Forrest Gump, uno dei più grandi capolavori del cinema mondiale degli anni Novanta, che proprio in questi giorni ha compiuto 25 anni. Era il 23 giugno del 1994 quando veniva proiettato per la prima volta al cinema, riscuotendo un successo planetario che perdura a distanza di un quarto di secolo.

La storia di Forrest Gump

Robert Zemeckis ha scritto la storia del cinema con il suo Forrest Gump ispirandosi al romanzo omonimo di Winston Groom, uscito solo pochi anni prima.

È la narrazione della vita di un uomo con un deficit mentale di piccola entità ma è soprattutto il racconto di come il destino possa cambiare radicalmente la vita di ognuno di noi. Nessuno credeva in Forrest, che grazie a una lunga serie di coincidenze ha preso parte alla storia del suo Paese non come semplice spettatore ma come protagonista. Robert Zemeckis nella sua pellicola ha raccontato 30 anni di storia americana tramite le parole di Forrest, narratore ingenuo che sulla panchina degli autobus incanta i suoi interlocutori con gli aneddoti che hanno cambiato la storia Americana, di cui lui è stato testimone diretto.

A causa della sua condizione patologica viveva spesso nell’emarginazione e nel compatimento del prossimo ma la sua è una storia di rivalsa e di successo, perfettamente descritta e incastrata nella trama del film. È un viaggio indietro nel tempo fatto di flashback e di voce fuori campo che nel 1994 ha stupito il pubblico per la qualità degli effetti speciali.

Sono trascorsi 25 anni dalla prima proiezione, 26 dalla produzione del film, e da allora il mondo del cinema ha fatto molti passi in avanti grazie alla tecnologia. Quello che oggi ci sembra normale, all’epoca era una vera e propria rivoluzione ed è stato anche questo uno dei segreti del successo di Robert Zemeckis con Forrest Gump.

Forrest Gump, non un film ma un fenomeno socio-culturale

La pellicola con protagonista Tom Hanks, attore magistrale che in questo ruolo ha superato se stesso, è una pietra miliare della produzione cinematografica mondiale. È un’icona del cinema e il merito va anche a Hanks. Il suo Forrest Gump ha conquistato il pubblico, ha portato tutti dalla sua parte ed è opinione comune che questo sia il ruolo che l’attore è riuscito a interpretare meglio, il suo capolavoro cinematografico.

È riuscito a dare l’umanità giusta a Forrest, a calarsi nei panni di un outsider portando alla luce la sua anima. Un lavoro molto profondo per Tom Hanks e per Robert Zemeckis, artefici di un racconto del paradosso. La narrazione evidenza i controsensi e i limiti degli Stati Uniti attraverso i successi e l’ingenuità di Forrest Gump.

Riconoscimenti e aneddoti su Forrest Gump

Forrest Gump ha ricevuto ben 6 premi Oscar, un risultato straordinario ma inevitabile per uno dei pochi film che negli ultimi decenni ha messo d’accordo critica e pubblico. Ha ricevuto 13 nomination e ha vinto nelle categorie Miglior film, Migliore regia, Miglior attore protagonista Migliore sceneggiatura non originale, Miglior montaggio e Migliori effetti speciali. Ha avuto un incasso di quasi 680 milioni per un costo realizzativo che è stato di circa 55 milioni.
È curioso che Tom Hanks non sia stata la prima scelta di Robert Zemeckis per interpretare Forrest Gump. Prima di lui, quel ruolo era stato proposto a John Travolta, Bill Murray e Chevy Chase, che hanno però rifiutato la parte dopo la lettura della sceneggiatura. Robert Zemeckis non ricevette dei no solo dagli attori contattati per il protagonista maschile, perché anche grandi attrici del calibro di Demi Moore e Nicole Kidman hanno declinato la proposta per prendere parte alla pellicola. Furono contattate per ricoprire il ruolo di Jenny, che fu poi affidato a Robin Wright Penn.
Altro particolare della pellicola è che le scene di corsa non sono state girate da Tom Hanks ma da suo fratello Jim, straordinariamente somigliante.

 

Immagine presa dal web.

Zeffirelli Maestro del Cinema Mondiale

Franco Zeffirelli: Maestro del Cinema

Si è spento a 96 anni Franco Zeffirelli, maestro del cinema mondiale, che con la sua arte ha cambiato il mondo del cinema e dello spettacolo. Oggi tutti piangono l’uomo che ha contributo a rendere grande l’arte cinematografica italiana nel mondo fin dagli anni Sessanta, con produzioni che sono quasi sempre state di respiro internazionale.

In 70 anni di carriera ha realizzato film che sono diventati capolavori del cinema intramontabili, ha scardinato alcuni preconcetti e ha reso lo spettacolo italiano un po’ più libero e liberale. Sulla morte diceva: “Devo credere per forza nell’aldilà, non è possibile che tutti i grandi con cui ho lavorato, che tutto quel genio irripetibile ora sia ridotto al nulla. Tutto questo casino che ho fatto quaggiù alla fine non so se mi farà meritare un pezzetto di cielo.”

Omosessuale e cattolico, omaggiato da Papa Paolo VI e in contrasto con Pasolini

Irriverente e mai banale, è stato uno dei primi a dichiarare la sua omosessualità, pur definendosi un fervente cattolico. Dall’alto della sua grandezza spirituale e artistica non hai pensato che il suo orientamento sessuale potesse in qualche modo intralciare la sua carriera. Una delle sue produzioni più importanti degli anni Settanta è stata “Gesù di Nazareth”, una coproduzione internazionale che ricevette il plauso addirittura di Papa Paolo VI. Non fu un film per il cinema ma una produzione televisiva per la Rai che tra i suoi protagonisti aveva nomi di grande richiamo come Claudia Cardinale e Anthony Quinn. Era uno sceneggiato che, in maniera abbastanza velata, rispondeva al celebratissimo “Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini del 1964. Due produzioni diametralmente opposte, rigorosa ed essenziale quella di Pasolini, ricca di elementi del repertorio iconografico quella di Zeffirelli.

Il maestro fiorentino ha reso quasi umani i suoi personaggi facendo contrarre il volto di Maria durante le doglie, sporcando i capelli di Gesù com’è normale che sia per qualsiasi uomo che cammina su strade sterrate. Come raccontato da Zeffirelli qualche anno dopo, il Papa gli chiese cosa avrebbe potuto fare la fede per lui. Il regista gli rispose che gli sarebbe piaciuto farlo arrivare in Russia e Paolo VI gli disse: “Abbia fede: presto sul Cremlino sventoleranno le bandiere della Madonna al posto di quelle rosse.”

Prima di “Gesù di Nazareth”, Zeffirelli produsse un altro film a tema cattolico. “Fratello sole, sorella luna” è una pellicola che, come si evince dal nome, è liberamente ispirata alle vicende di San Francesco d’Assisi in cui si raccontano le sue peripezie e la sua vita. Alcune canzoni della colonna sonora sono cantate da Claudio Baglioni e molte delle scene sono state girate vicino ai luoghi in cui il santo si è rifugiato per la vita in povertà.

Il suo legame con Firenze

Una parte importante della sua produzione è legata a Firenze, la città in cui è nato e che ha amato fortemente. Alla fine degli anni Sessanta produsse per la RAI un importante documentario sull’alluvione del capoluogo toscano intitolato “Per Firenze”. Il film uscì esattamente un mese dopo gli eventi con la sua prima parte, in cui il regista ha raccolto le immagini degli effetti dell’alluvione e le reazioni dei cittadini, inermi davanti alla forza della natura. Nella parte successiva, Franco Zeffirelli ha mostrato il dopo, il grande lavoro degli “angeli del fango” arrivati da tutto il mondo che sono accorsi per aiutare Firenze a risollevarsi. Il documentario fu realizzato anche in inglese e fece il giro del mondo, contribuendo in questo modo alla raccolta dei fondi per ricostruire Firenze da parte di enti pubblici e privati.

Zeffirelli Maestro del Cinema Mondiale

Ricordando Franco Zeffirelli

Il mondo del cinema è in lutto

Si è sentita anche qui oltreoceano la scossa per la morte del maestro Zeffirelli.

New york, una città a lui cara, lo ricorda in onore dei 40 anni e più di 800 produzioni al Metropolitan Opera.

Inizia tutto con un provino, andato male, come attore per una produzione teatrale di Visconti. Dopo averlo scartato per via del suo accento, Visconti si incuriosisce del rotolo che gli vede sempre portare sottobraccio.
Erano i suoi disegni, da cui non si separava mai, che gli valsero il ruolo di scenografo nella compagnia con cui Visconti stava producendo Le Vie del Tabacco. Sarà di Zeffirelli la firma sulla scenografia della prima produzione italiana di Un tram chiamato desiderio, di Tennessee Williams.

Il sodalizio con Visconti è stato prezioso per imparare del cinema in quella che Zeffirelli stesso ha definito “un’università del cinema” ma il suo talento di regista si è espresso soprattutto nel teatro lirico e di prosa. Tra gli anni ’50 e ’60 cura le regie di numerose opere teatrali, da L’elisir d’Amore e la Cenerentola alle opere di Shakespeare con le quali vola a Londra ed Edimburgo, prime esperienze all’estero.

La storia

È un regista particolarmente compreso all’estero e forse con una sensibilità esterofila che gli apparteneva già di partenza. Le sue prime trasposizioni cinematografiche di Shakespeare nella fine degli anni ’60, vengono prodotte in Italia, seppur con attori americani (Elyzabeth Taylor e Richard Burton).

Si racconta che Zeffirelli avesse pensato alla Loren e Mastroianni per La bisbetica domata, ma qualcosa aveva fatto scattare la scintilla tra la Taylor e Burton in un modo che si avvicinava moltissimo alla visione che il regista aveva della storia e di come la voleva raccontare.

Il film fu campione di incassi negli USA aprendo le porte ad un pubblico affezionatissimo anche oltreoceano. Romeo e Giulietta,un altro classico intramontabile, che prima porta a Londra sul palco dell’Old Vic e poi sul grande schermo, utilizzando per la prima volta attori minorenni senza  rinunciare alle note edonistiche e sensuali che gli costarono la censura in Inghilterra.
L’attrice protagonista, infatti, non fu ammessa in sala perché troppo giovane per vedere la scena con il suo stesso seno nudo!

L’omaggio

C’è tanto, tantissimo nella carriera di quest’uomo che va oltre la capacità di questo articolo.
Oggi lo ricordano e lo omaggiano i Teatri, i maggiori del mondo che hanno fatto da casa al suo talento per anni La Scala, L’Old Vic, Il Metropolitan Opera. Un personaggio multi faccia che ha spesso incontrato le critiche degli addetti ai lavori a causa dell’esorbitante presenza di elementi scenici e di decoro da molti ritenuta eccessiva, ma venerata dal suo pubblico affezionato che lo ha seguito per decenni di successi in giro per il mondo.

Le sue produzioni mostrano sempre una predilezione per gli scenari d’insieme, uno stile carico di colori, costumi e scenografie meticolosamente studiate e ricchissime di dettagli che osannano la bellezza. Una celebrazione edonistica continua che ad oggi sembra essere il filo conduttore delle opere da lui dirette in teatro o su pellicola, una celebrazione che partiva da un bisogno personale e primordiale che rende il suo lavoro riconoscibile e senza tempo.

Il lavoro che sopravvive all’artista è la testimonianza di una vita dedicata a fare qualcosa di ben riuscito, di importante.
Così importante da restare immortale.
E lui sicuramente l’ha fatto.

Stage introduttivo gratuito dal 5 al 10 Novembre

ActionPRO - Theatre and Film School - Stage Novembre 2018

Dal 5 al 10 di Novembre dalle 13:00 alle 17:00 terremo uno stage introduttivo propedeutico ai corsi, con gli insegnanti della scuola di recitazione.
Si alterneranno i docenti Angelo Longoni, Valerio Morigi, Piermaria Cecchini, Marco Quaglia, Simone Colombari, Agnese Valle, Sara Cimadamore, Marcantonio Lucidi, Paolo Lanza, Eleonora Ivone, Luigi Morra, Eduardo Ricciardelli.
Cinque giorni di lezioni, tra il cinema e il teatro, scoprendo il nostro programma e le nostre peculiarità.
Lo stage è finalizzato alla formazione della classe per l’anno accademico 2018/2019 che inizierà Lunedì 12 Novembre.

 

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