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I Camera alla Biennale di Venezia

I Camera alla Biennale di Venezia

Il debutto in prima nazionale

Il 30 luglio debutta in prima nazionale alla Biennale Teatro di Venezia ProgettoDue di Pino Carbone, uno spettacolo che fa convivere due lavori: BarbabluGiuditta e PenelopeUlisse, entrambi con le musiche originali dei Camera. 

CAMERA è un progetto di musica strumentale che si occupa di colonne sonore per il teatro.

La collaborazione tra i Camera e Pino Carbone non è nuova, anzi, i primi lavori dei Camera sono legati proprio a suoi spettacoli: le musiche di BarbabluGiuditta hanno radici in un primo allestimento del 2010. Le musiche di PenelopeUlisse, invece, sono state realizzate tra il 2017 e il 2019.

Il cuore pulsante dei Camera

In vista di ProgettoDue, i Camera sono tornati in studio per ripensare e riarrangiare le tracce.
Hanno scelto i MOB STUDIOS di Roma e la collaborazione come sound engineer di Matteo Spinazzè per registrare il nuovo materiale. Archi, pianoforte, batterie, cordofoni etnici e altri strumenti registrati con l’uso del microfono binaurale, con l’intento di trovare un suono che portasse dentro l’aria e lo spazio creato dagli strumenti.
Il mastering del lavoro è stato poi affidato a James Plotkin.

Il cuore pulsante dei Camera sono nella formazione attuale i musicisti Agostino Pagliaro, Marco Pagliaro, Antonio Arcieri e l’attore e regista Luigi Morra docente di Action PRO.

Etérnit: Camera realtà musicale del collettivo

Il progetto nasce dall’esigenza di avvicinare la loro idea di musica al teatro, immaginando un progetto aperto a diverse possibilità di sperimentazione.

Anche per questo Camera entra da subito a far parte del collettivo teatrale Etérnit, diventando la realtà musicale di gran parte dei progetti teatrali concepiti al suo interno. Spesso gli attori legati ad Etérnit ed altri artisti partecipano ai loro live.

L’idea di soundtrack dei Camera non si ferma alla realizzazione di sonorità legate a momenti e immagini degli spettacoli a cui lavorano, ma si estende alla scrittura e alla produzione di brani che ne sposano le questioni e le tematiche e trovano una propria dimensione ulteriore allo spettacolo in cui nascono, nei concerti e nei dischi in cui sono raccolt (due all’attivo sotto l’etichetta MArteLabel).

La multi-sensorialità del docente Luigi Morra

Chi ha visto TVATT, spettacolo ideato da Luigi Morra, in scen con Pasquale Passaretti ed Eduardo Ricciardelli, può capire come l’intento di questi artisti sia quello di raccontare storie in maniera multi-sensoriale dando alla musica uno spazio creativo che va oltre il semplice accompagnamento della narrazione.

La musica in scena diventa parte integrante della storia allo stesso livello dei dialoghi e del disegno luci, regalando un’esperienza sensoriale, “di pancia” al pubblico, ma anche agli attori che sono in scena.

La musica è usata come fonte di ispirazione durante la performance stessa in dialogo con la recitazione. Diventa un personaggio fondamentale negli spettacoli arrangiati dai Camera, tanto che la storia non sopravvive con la stessa essenza, senza di essa. In alcuni allestimenti di TVATT i Camera eseguono le musiche dal vivo.

Il linguaggio universale

L’intento è quello di creare una forma sempre più universale di linguaggio, sciolta dal significato letterale delle parole e comprensibile a prescindere dalla lingua parlata.

Una storia raccontata per immagini sonore e visive molto più che attraverso le parole. Sarà forse anche per questo che TVATT ha avuto fortuna all’estero, viaggiando in tour in Olanda e Belgio e potendo essere compreso anche e soprattutto grazie alla sua forma innovativa di linguaggio musicale in uno spettacolo teatrale.

Anche per TVATT  le musiche sono diventate un disco che si muove in esibizioni live indipendentemente dallo spettacolo.

“Quella dimensione sonora propria dell’opera teatrale si trasferisce su un supporto rigido che la cristallizza e l’operazione fa riflettere sulle possibilità di scindere lo spazio sonoro da quello fisico dello spettacolo che lo ha per primo creato ed ospitato.
Chiunque dietro il dito che la indica vedrà la luna, riuscirà a percorrere poi le orbite attorno e per scoprire la contaminazione, la ricchezza di intrecci tra le arti. A guadagnarne sarebbe l’artista, ma anche noi spettatori erranti tra storie, musiche, suoni, voci e ricordi.”

(dalla recensione di teatro e critica https://www.teatroecritica.net/2017/01/tvatt-musiche-dal-progetto-teatrale-anteprima/ di Doriana Legge sul disco di TVATT).

Cosa si prova ascoltando i Camera?

Ascoltando i Camera quello che si sente è tanta influenza della colonna sonora italiana che crea immagini attraverso il tema forte e la melodia, ma una fortissima contaminazione del mondo rock, punk, psichedelico ed elettronico, che ha senso data la formazione degli artisti al suo interno:

  • Antonio Arcieri pianista, compositore e scrittore dal background jazz
  • Agostino e Marco Pagliaro  radicati nel punk  grunge e rock degli anni ’90.

All’ascolto, i Camera, sono un viaggio.
Portano  in terre esotiche dal sapore della spagnoleggiante e poi verso est nel mondo arabo, nei deserti del medio oriente con la sabbia in faccia e il vento caldo, ma con addosso le doc. Martens, i jeans strappati e in tasca un quadernino per scrivere poesie, canzoni e ricordi.

Il brano “Overture” in anteprima

In attesa di una futura pubblicazione dei brani di ProgettoDue, il 27 luglio verrà rilasciato in anteprima il brano Overture, traccia che lega suoni mediterranei e noise rock e apre lo spettacolo che attendiamo di vedere a Venezia il 30 luglio.

Stay tuned.

Spotify dei CAMERA : https://open.spotify.com/artist/6TlOpLX5MXS6cNXvD5g1vY

Canale youtube CAMERA: https://www.youtube.com/channel/UCiBg1bGWHu5xt0safCi6OfQ

www.cameramusica.it

 

I Camera alla Biennale di Venezia
I Camera alla Biennale di Venezia
I Camera alla Biennale di Venezia
I Camera alla Biennale di Venezia
I Camera alla Biennale di Venezia
I Camera alla Biennale di Venezia
Summer Cump 2019 - Oak Circus - ActionPRO

Action Pro in trasferta al Chapelfield Summer Circus Fest

E’ in pieno svolgimento la Summer Camp di Action Pro! All’interno del Chapelfield Summer Circus Festival una settimana di intensa preparazione e coinvolgimento nelle arti circensi. Oak Circus Centre The Lost in Translation Circus organizzano annualmente questo festival di arti circensi a Norwich, una settimana di spettacoli esibizioni, workshop ed eventi formativi per gli addetti ai lavori e per il pubblico a cui quest’anno partecipa anche Action Pro. La Summer Camp regala la possibilità di imparare e dotarsi di strumenti fisici e di movimento, fondamentali per l’attore, a stretto contatto con il mondo di chi vive respira, mangia e crea circo quotidianamente. Da lunedì 8 a giovedì 11 luglio training intensivo in Introduzione al Circo, Acrobatica, Manipolazione di oggetti, Giocoleria, Aerea, Verticali, Corda, Storia del Circo, Stretching e Conditioning guidate dagli esperti insegnanti e allenatori delle compagnie Oak Circus e Lost in Translation. Venerdì giornata intera di partecipazione alle prove dello spettacolo con le compagnie fondatrici del festival all’interno del tendone. I ragazzi parteciperanno ed assisteranno a tutte le fasi di preparazione dello spettacolo che avrà luogo il giorno a seguire. Sabato ingresso gratuito al festival con la possibilità di assistere agli spettacoli in corso e di  partecipare a workshop e seminari d’interesse.

25esimo compleanno Forrest Gump - Dal Blog Action PRO®

25° Forrest Gump

Ci sono film che non sono delle semplici storie che restano relegate alle pellicole su cui sono impressi. Hanno una forza tale da camminare sulle loro gambe e sopravvivere ai cambiamenti della società, perfino a quelli dei gusti del pubblico. Uno di questi è Forrest Gump, uno dei più grandi capolavori del cinema mondiale degli anni Novanta, che proprio in questi giorni ha compiuto 25 anni. Era il 23 giugno del 1994 quando veniva proiettato per la prima volta al cinema, riscuotendo un successo planetario che perdura a distanza di un quarto di secolo.

La storia di Forrest Gump

Robert Zemeckis ha scritto la storia del cinema con il suo Forrest Gump ispirandosi al romanzo omonimo di Winston Groom, uscito solo pochi anni prima.

È la narrazione della vita di un uomo con un deficit mentale di piccola entità ma è soprattutto il racconto di come il destino possa cambiare radicalmente la vita di ognuno di noi. Nessuno credeva in Forrest, che grazie a una lunga serie di coincidenze ha preso parte alla storia del suo Paese non come semplice spettatore ma come protagonista. Robert Zemeckis nella sua pellicola ha raccontato 30 anni di storia americana tramite le parole di Forrest, narratore ingenuo che sulla panchina degli autobus incanta i suoi interlocutori con gli aneddoti che hanno cambiato la storia Americana, di cui lui è stato testimone diretto.

A causa della sua condizione patologica viveva spesso nell’emarginazione e nel compatimento del prossimo ma la sua è una storia di rivalsa e di successo, perfettamente descritta e incastrata nella trama del film. È un viaggio indietro nel tempo fatto di flashback e di voce fuori campo che nel 1994 ha stupito il pubblico per la qualità degli effetti speciali.

Sono trascorsi 25 anni dalla prima proiezione, 26 dalla produzione del film, e da allora il mondo del cinema ha fatto molti passi in avanti grazie alla tecnologia. Quello che oggi ci sembra normale, all’epoca era una vera e propria rivoluzione ed è stato anche questo uno dei segreti del successo di Robert Zemeckis con Forrest Gump.

Forrest Gump, non un film ma un fenomeno socio-culturale

La pellicola con protagonista Tom Hanks, attore magistrale che in questo ruolo ha superato se stesso, è una pietra miliare della produzione cinematografica mondiale. È un’icona del cinema e il merito va anche a Hanks. Il suo Forrest Gump ha conquistato il pubblico, ha portato tutti dalla sua parte ed è opinione comune che questo sia il ruolo che l’attore è riuscito a interpretare meglio, il suo capolavoro cinematografico.

È riuscito a dare l’umanità giusta a Forrest, a calarsi nei panni di un outsider portando alla luce la sua anima. Un lavoro molto profondo per Tom Hanks e per Robert Zemeckis, artefici di un racconto del paradosso. La narrazione evidenza i controsensi e i limiti degli Stati Uniti attraverso i successi e l’ingenuità di Forrest Gump.

Riconoscimenti e aneddoti su Forrest Gump

Forrest Gump ha ricevuto ben 6 premi Oscar, un risultato straordinario ma inevitabile per uno dei pochi film che negli ultimi decenni ha messo d’accordo critica e pubblico. Ha ricevuto 13 nomination e ha vinto nelle categorie Miglior film, Migliore regia, Miglior attore protagonista Migliore sceneggiatura non originale, Miglior montaggio e Migliori effetti speciali. Ha avuto un incasso di quasi 680 milioni per un costo realizzativo che è stato di circa 55 milioni.
È curioso che Tom Hanks non sia stata la prima scelta di Robert Zemeckis per interpretare Forrest Gump. Prima di lui, quel ruolo era stato proposto a John Travolta, Bill Murray e Chevy Chase, che hanno però rifiutato la parte dopo la lettura della sceneggiatura. Robert Zemeckis non ricevette dei no solo dagli attori contattati per il protagonista maschile, perché anche grandi attrici del calibro di Demi Moore e Nicole Kidman hanno declinato la proposta per prendere parte alla pellicola. Furono contattate per ricoprire il ruolo di Jenny, che fu poi affidato a Robin Wright Penn.
Altro particolare della pellicola è che le scene di corsa non sono state girate da Tom Hanks ma da suo fratello Jim, straordinariamente somigliante.

 

Immagine presa dal web.

Zeffirelli Maestro del Cinema Mondiale

Franco Zeffirelli: Maestro del Cinema

Si è spento a 96 anni Franco Zeffirelli, maestro del cinema mondiale, che con la sua arte ha cambiato il mondo del cinema e dello spettacolo. Oggi tutti piangono l’uomo che ha contributo a rendere grande l’arte cinematografica italiana nel mondo fin dagli anni Sessanta, con produzioni che sono quasi sempre state di respiro internazionale.

In 70 anni di carriera ha realizzato film che sono diventati capolavori del cinema intramontabili, ha scardinato alcuni preconcetti e ha reso lo spettacolo italiano un po’ più libero e liberale. Sulla morte diceva: “Devo credere per forza nell’aldilà, non è possibile che tutti i grandi con cui ho lavorato, che tutto quel genio irripetibile ora sia ridotto al nulla. Tutto questo casino che ho fatto quaggiù alla fine non so se mi farà meritare un pezzetto di cielo.”

Omosessuale e cattolico, omaggiato da Papa Paolo VI e in contrasto con Pasolini

Irriverente e mai banale, è stato uno dei primi a dichiarare la sua omosessualità, pur definendosi un fervente cattolico. Dall’alto della sua grandezza spirituale e artistica non hai pensato che il suo orientamento sessuale potesse in qualche modo intralciare la sua carriera. Una delle sue produzioni più importanti degli anni Settanta è stata “Gesù di Nazareth”, una coproduzione internazionale che ricevette il plauso addirittura di Papa Paolo VI. Non fu un film per il cinema ma una produzione televisiva per la Rai che tra i suoi protagonisti aveva nomi di grande richiamo come Claudia Cardinale e Anthony Quinn. Era uno sceneggiato che, in maniera abbastanza velata, rispondeva al celebratissimo “Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini del 1964. Due produzioni diametralmente opposte, rigorosa ed essenziale quella di Pasolini, ricca di elementi del repertorio iconografico quella di Zeffirelli.

Il maestro fiorentino ha reso quasi umani i suoi personaggi facendo contrarre il volto di Maria durante le doglie, sporcando i capelli di Gesù com’è normale che sia per qualsiasi uomo che cammina su strade sterrate. Come raccontato da Zeffirelli qualche anno dopo, il Papa gli chiese cosa avrebbe potuto fare la fede per lui. Il regista gli rispose che gli sarebbe piaciuto farlo arrivare in Russia e Paolo VI gli disse: “Abbia fede: presto sul Cremlino sventoleranno le bandiere della Madonna al posto di quelle rosse.”

Prima di “Gesù di Nazareth”, Zeffirelli produsse un altro film a tema cattolico. “Fratello sole, sorella luna” è una pellicola che, come si evince dal nome, è liberamente ispirata alle vicende di San Francesco d’Assisi in cui si raccontano le sue peripezie e la sua vita. Alcune canzoni della colonna sonora sono cantate da Claudio Baglioni e molte delle scene sono state girate vicino ai luoghi in cui il santo si è rifugiato per la vita in povertà.

Il suo legame con Firenze

Una parte importante della sua produzione è legata a Firenze, la città in cui è nato e che ha amato fortemente. Alla fine degli anni Sessanta produsse per la RAI un importante documentario sull’alluvione del capoluogo toscano intitolato “Per Firenze”. Il film uscì esattamente un mese dopo gli eventi con la sua prima parte, in cui il regista ha raccolto le immagini degli effetti dell’alluvione e le reazioni dei cittadini, inermi davanti alla forza della natura. Nella parte successiva, Franco Zeffirelli ha mostrato il dopo, il grande lavoro degli “angeli del fango” arrivati da tutto il mondo che sono accorsi per aiutare Firenze a risollevarsi. Il documentario fu realizzato anche in inglese e fece il giro del mondo, contribuendo in questo modo alla raccolta dei fondi per ricostruire Firenze da parte di enti pubblici e privati.

Action PRO - Scuola Triennale di Recitazione a Roma

Open Days Action Pro in Corso d’opera

È in pieno svolgimento la settimana di  Open Days ad Action Pro! Gli studenti interessati a conoscere l’accademia ed i suoi insegnanti possono toccare con mano partecipando come uditori alle classi in corso.

IERI E OGGI

Lunedì

-Prove di Lotta di Classe con Angelo Longoni

-Workshop di doppiaggio con Giorgio Borghetti

Martedì

Canto con Agnese Valle e Acting in English con Marco Quaglia

NEI PROSSIMI GIORNI:

Mercoledì

Casting director Workshop con Federico Marsicano

-Canto con Marco Becucci

-Dizione con Eleonora Ivone

Giovedì

-Rilassamento ed Improvvisazione con Sara Cimadamore

-Recitazione con Luigi Morra

Venerdì

Provini per i nuovi iscritti

L’opportunità

Gli Open Days sono a nostro avviso il modo migliore per conoscere il mondo dell’Accademia di Action Pro. Il contatto diretto con gli insegnanti e con le classi permette ai nuovi allievi interessati di instaurare da subito un rapporto personale con l’Accademia e di prendere una decisione basata a tutti gli effetti su un’esperienza.

Data la risposta positiva di quest’anno, abbiamo deciso di estendere gli Open Days in Accademia a tutti i giorni dell’anno. Gli Open Days quindi non saranno più limitati ad una/due settimane l’anno, bensì introduciamo la possibilità di partecipare alle classi in corso tutto l’anno per chi sia interessato a conoscere il mondo di Action Pro.

La novità

Da Settembre 2019 gli Open Days saranno sempre disponibili, in qualsiasi momento dell’anno accademico e chiunque sia interessato, può mettersi in contatto con l’Accademia scrivendo ad info@actionpro.it o chiamando il 3477532231.

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