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Tag: creatività

Action PRO - Scuola di Recitazione - L'importanza del Teatro

Qual è la tua missione?

L’obiettivo.

Da sempre, nelle nostre conversazioni sul mio futuro barra carriera barra avvenire, mio padre mi diceva:

“Scegli una professione essenziale.
Qualcosa di cui le persone avranno sempre bisogno.
Così anche nei tempi più bui, non ti troverai mai senza lavoro.”

Mio padre è un avvocato.
La gente avrà sempre bisogno degli avvocati perchè i litigi non cesseranno mai, cinico ma efficace.
La prospettiva non era molto seducente per me.
Così mi sforzavo a pensare ad alternative valide che potevano soddisfare il requisito dell’ intramontabile utilità.

Pensavo.

Le alternative.

Di cos’è che le persone avranno sempre bisogno?
Dottori? Beh sì, pure meglio con la terza guerra mondiale mica cercheranno gli avvocati, cercheranno i medici.
Scenari di me in un campo di battaglia con indosso un abito da crocerossina si aprivano nella mia immaginazione. Certo però medicina è lunga. Forse l’infermiera? Meglio, và!

Poi vabbè anche la politica è un’opzione. Solo che a me in tutta onestà la politica fa schifo e io faccio schifo a lei mi sa, quindi nada. Pensa che ti ripensa alla fine sono giunta alla conclusione che è meglio sperare che la terza guerra mondiale non ci sarà e scegliere di fare il lavoro che mi pare.

La strada.

Ed è stato così che dopo 5 anni e una laurea in legge sono finita a fare l’attrice per la fortunata serie “Precariato non solo non ti temo ma ti sposo” ma questa è un’altra storia.

Giorni fa, mi aggiravo per il web e sono capitata in  prossimità di questa foto.

ACTION PRO-syrian puppetteers picture Arte in guerra e pace

Marzo 2019, Siria, città di Saraqib governorato di Iqlib.

Uno spettacolo di marionette messo sù nella desolazione delle macerie circostanti.

Bambole di pezza, una porta che fa da cornice, c’è persino una parrucca.

E mi è tornata in mente la conversazione con mio padre.
E lo scenario delle terza guerra mondiale.
E il mio abito da crocerossina.
E la sempiterna, intramontabile, fondamentale, umana missione del teatro e dell’arte.

Quella di offrire un’alternativa possibile al teatro degli orrori quotidiano.
Quella di una riconciliazione con l’umanità che appartiene a tutti per il solo fatto di essere vivi.

Sono privilegiata ne sono consapevole.

Per non essere nata non nel mezzo di un sanguinoso ed esacerbato conflitto civile. E poco ne capisco io degli orrori che vive chi c’è dentro tutti i giorni. Figuriamoci chi come un bambino ci nasce e cresce. È anche vero però che le forme di violenza, manipolazione, sfruttamento, sofferenza sono multiformi, infinitamente sottili e radicate anche nella più apparentemente civilizzata delle società.

Quello che vedo guardando questa immagine sono due uomini in pieno svolgimento della missione di chi sceglie di essere un creativo.
Quella di cercare la bellezza anche nello scenario più desolato
.
Quella di lasciarsi ispirare da qualunque faccia della realtà, per quanto sofferente ed  orrorifica per comprenderla e superarla.
Quella di ispirare gli altri tramite l’uso dell’immaginazione che può dare vita a scenari paradossali, incredibili, inimmaginabili, come due uomini che mettono sù uno spettacolo di marionette in mezzo alle macerie di una città rasa al suolo.

O gli spettacoli nati nei campi di concentramento ancora oggi in scena nei teatri di Broadway.
Gli spirituals degli afro-americani per sfuggire la segregazione, il rap per riscattare i ghetti.

La forma è libera.
E creativo può essere chiunque, anche chi non svolge una professione “artistica”.
Creativo è chiunque decida di intraprendere la propria vita facendosi guidare dalla ricerca dell’umanità e delle bellezza che è di tutti. A maggior ragione se si intraprende una professione artistica.

Facciamoci guidare dall’intento di mostrare la condizione umana, di accettarla e comprenderla per migliorarla. Perchè l’arte e la creatività contengono un potenziale spaventoso di guarigione, evoluzione e liberazione.

Caro papà, faccio l’attrice per aiutare le persone a comprendere, osservare e migliorare la condizione umana.
Mi metto nei panni delle vite degli altri usando l’empatia che ho e generandola in chi guarda le storie che racconto.
Per avvicinarci all’Umanità che ci appartiene e con cui da secoli, in ogni parte del mondo e in ogni circostanza, ci sforziamo di perseguire una riconciliazione con strumenti semplici o grandiosi che siano
.

Mi piace pensarla così quando mi interrogo sul perchè ho scelto questa vita.
Poi certo c’è anche canale 5.
E le serie TV che non potrai mai dimenticare di aver accettato perchè tua nonna continua a ricordare a tutti quanto eri brava in “I Sentieri dell’ Amore 9”.
Però insomma, l’importante è conoscere la differenza.

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