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Il Monologo per il provino in Accademia

Il monologo è uno strumento pratico molto efficace per tenersi in allenamento, e molto richiesto per un certo tipo di audizioni, quelle teatrali, o per l’ ingresso in accademia.

Spesso non si sa dove iniziare a prepararlo, e ci si limita a replicare l’interpretazione che ne abbiamo visto fare in un film o a recitare parole a memoria senza farle nostre, senza collegarle ad un’esperienza che sia nostra e che sia viva.

I pericoli insiti nella sua natura, in cui prima o poi cadono tutti gli attori, possono essere facilmente evitati tenendo presente alcuni consigli.

Il monologo è una cosa diversa dal soliloquio.

Vi ricordate il famosissimo incipit shakesperiano, “Essere o non essere questo è il problema.” ?

In questo momento dell’opera Amleto è da solo ed indugia ad alta voce in un ragionamento esistenziale diretto sempre a sè stesso.

Il fatto che non stia parlando con nessuno, perchè nessuno è effettivamente presente davanti a lui nella scena, rende il discorso un soliloquio, non un monologo.

Ogni volta che nella scena da cui avete preso il monologo è presente un’altra persona alla quale state parlando, siete in presenza di un monologo.

Il monologo va trattato come un dialogo, deve essere “in azione”.  

La differenza  fondamentale tra soliloquio e monologo è che nel soliloquio le parole sono dirette sempre a voi stessi, state ragionando ad alta voce.

Nel monologo invece siete in presenza di un’altra persona alla quale volete far capire, far fare o far sentire qualcosa.

Comprendete la situazione ed il vostro ruolo.

Ogni monologo fa parte di una scena. In ogni scena dobbiamo decidere cosa vogliamo far sì che la persona capisca, faccia, o senta tramite il nostro monologo.

Per prima cosa è importante capire l’evento, la situazione. L’evento della scena è una situazione umana che una volta compresa, può essere descritta in una frase (es : una confessione; la rottura di un fidanzamento; la rivalsa del sopraffatto etc etc) e che sia coerente con lo svolgimento della storia fino a quel momento.

Una volta individuato l’evento, capite cosa siete venuti a fare (continuando con gli esempi di prima: se l’evento è una confessione, sono venuta qui per confessarti un terribile segreto; nel caso della rottura di un fidanzamento, sono venuta qui per lasciarti; nel caso della rivalsa del sopraffatto, sono venuta qui per riprendermi ciò che è mio)

Una volta compresa la situazione, mettete le parole in azione.

Lo scrittore vi ha dato le parole per cui è compito dell’attore trovare un’azione con cui utilizzarle. Altrimenti vi state limitando a leggere il testo, anziché a viverlo.

Per mettere le parole in azione è necessario un obiettivo di scena, ovvero cosa voglio far sì che l’altra persona faccia, dica, capisca o senta tramite le mie parole?

Le risposte più efficaci nella recitazione sono semplici, concrete, attive e coerenti con la relazione che avete con la persona a cui parlate e con la storia fino a quel momento.

Alcuni esempi: “voglio far sì che tu mi ami, nonostante ciò che ho fatto”; “voglio far sì che tu mi perdoni”;”voglio far sì che tu mi protegga”; “voglio che tu ti prenda le tue responsabilità”; “voglio farti cambiare idea”; “voglio che tu ti fidi di me” etc etc .

Provate diverse opzioni coerenti con la storia, e vedete cosa vi offrono di diverso nell’ interpretazione di quel monologo. Ognuno di noi ha la propria vita ed il proprio trascorso per cui un obiettivo che è dinamite per un attore potrebbe essere totalmente inefficace per un altro. Per questo è importante esplorare diverse opzioni.

Una volta trovato l’obiettivo che calza di più per voi, continuate a lottare per quello che volete fino alla fine del monologo. In questo modo le vostre parole saranno riempite di un’azione e non saranno solo una letterale ripetizione del testo.

Decidete a chi state rivolgendo il vostro obiettivo di scena

Non deve essere qualcuno che necessariamente ricalchi la relazione del testo. Se nella scena il personaggio vuole “ far sì che sua sorella lo perdoni”, ma nella vostra vita il rapporto con vostra sorella non si presta a questa situazione, cercate una sostituzione con qualcuno con cui avete una relazione esistente dalla quale volete realmente ottenere l’obiettivo scelto, in questo caso il perdono.

Con un piccolo sforzo di immaginazione riuscirete a darvi una motivazione viscerale, per voi è vera perché presa dalle vostre esperienze di vita, ma che ricalca l’esperienza del personaggio di cui state raccontando la storia.

Più la persona che scegliete rappresenta qualcuno da cui è difficile ottenere quello che volete, più sarete mossi a lottare per averlo, più la vostra interpretazione sarà ricca di ostacoli da superare e coinvolgente per chi guarda.

E’ molto più interessante guardare qualcuno lottare per quello che desidera, perchè mostra di essere mosso da un reale interesse. Se l’obiettivo è facile da raggiungere sarete voi i primi ad essere meno sarete coinvolti nel perseguirlo e di conseguenza chi vi guarda sarà meno coinvolto come voi.

Scegliete qualcosa che metta in risalto le vostre qualità

Specialmente se si tratta di un monologo per un provino, scegliete un pezzo preso da una situazione che comprendete già a livello viscerale.

É vero che il monologo è uno strumento utilissimo per allenarsi, ma è importante che chi lo veda intuisca i vostri punti forti. Qualunque sia il genere richiesto, drammatico, comico, farsa, scegliete una situazione umana che vi è familiare e/o con cui empatizzate a livello istintivo. Può essere utile scegliere un personaggio che abbia la vostra età o un monologo che racconta in una situazione che vi è capitato di attraversare e che potete capire visceralmente.

La vostra esperienza e i vostri istinti sono la cosa più preziosa da cui potete attingere per comprendere quella del personaggio e dargli vita.

Premio Lotta di Classe - Teatro Trastevere

Lotta di Classe: Rassegna Stampa

Da Nigel Williams

Riadattare un’opera, soprattutto quando si tratta di un grande classico per il teatro come “Nemico di Classe” di Nigel Williams, non è mai semplice.

In ActionPro ci abbiamo provato, portando sul palcoscenico “Lotta di Classe”, lo spettacolo conclusivo dei primi due anni accademici 2017/2019. Il contesto storico e sociale nel quale si svolgono le due rappresentazioni è ovviamente diverso.

Williams scriveva la sua opera alla fine degli anni Settanta, un periodo di grande fermento in ambito studentesco. I giovani vivevano il crollo delle ideologie degli anni Settanta e non era ancora formata l’idea di Europa. C’erano battaglie da portare avanti, nemici contro cui scontrarsi.

Lo scenario in cui si colloca Lotta di Classe è quello attuale, dove i nemici quasi non ci sono più se non idealizzati.
Non ci sono più le lotte politiche e sociali ma ci sono quelle inutili che hanno vuotato la società.
Una classe di giovani.
Giovani senza guida che aspettano l’arrivo di un professore che non arriverà mai e che nel frattempo si confrontano ma, soprattutto, si scontrano senza una vera ragione che ne giustifichi la rabbia.

Lotta di Classe in scena a teatro

L’opinione della stampa

Il testo di Angelo Longoni, che è anche il regista, è stato portato in scena dai giovani attori della nostra Accademia presso il Teatro Argot. Sono stati numerosi i critici di spettacolo e gli appassionati che hanno omaggiato la sala con la loro presenza per recensire l’opera e il lavoro degli attori.

Laura Novelli parla di attesa come di uno “scannatoio dell’anima” dove “denunce e conflitti si tengono costantemente in bilico tra drammi personali e storture sociali.”

Nella sua critica, la Novelli apprezza il lavoro ritmato e snello della regia, la coralità del lavoro del gruppo ma anche la capacità di far emergere con successo le individualità. Ogni ragazzo coinvolto ha saputo trovare una propria caratterizzazione determinata, che ha dato un maggiore senso di inclusione al lavoro di gruppo. Dalle sue parole si capisce come il lavoro di Longoni abbia fatto breccia: “in Lotta di classe colpisce l’attualità di certi bisogni, di certi sogni prematuramente infranti. I nove alunni di questa classe disastrata sembrano funamboli appesi al loro domani e incapaci di muoversi sul loro filo.”

Interessante e pungente è la critica di Flaminio Boni, che lo definisce “uno spettacolo crudo e vero che non fa sconti” dove i protagonisti “si mettono in gioco con i loro dialetti, la loro carica e la loro fisicità e vivono i loro personaggi con spontaneità ed effetto con un risultato verosimile e amaro.”

Continua sostenendo che “la drammaturgia è ottima dal punto di vista tecnico ma manca di suggestione.” La sua critica si sofferma sull’effetto finale dello spettacolo, dove a suo parere “le parole restano frasi fatte, belle, ma già sentite, che non hanno il potere di abbattere il muro dell’intolleranza e suscitare una riflessione nello spettatore” e noi non possiamo far altro che ringraziarlo, perché se i complimenti ci lusingano, le critiche ci aiutano a crescere e a migliorare costantemente.

Tra il pubblico dell’Argot si è presentato anche Rodolfo di Giammarco, importante penna di Repubblica specializzato nel teatro. Siamo stati orgogliosi di averlo tra i nostri spettatori e di leggere la sua critica positiva sul nostro lavoro, soprattutto sul talento dei ragazzi. Secondo lui alcuni degli allievi “hanno una tetra disperazione da vendere.”

Riconoscimenti per Lotta di Classe

Dopo l’esperienza al Teatro Argot abbiamo portato Lotta di Classe al Play Theatre School Festival, la manifestazione dedicata alle Scuole di teatro di Roma, organizzata dall’Associazione Culturale Teatro Trastevere. Anche qui la piece degli allievi ActionPRO ha conquistato pubblico e critica, conquistando il premio come miglior allestimento scenico.

Lotta di Classe è stato uno degli spettacoli in cartellone anche al Festival Internazionale Teatro Romano di Volterra, dove ha raccolto il plauso dei presenti per la sua forza scenica.

Lotta di classe - Spettacolo biennio accademico 2019 Action PRO®

Lotta di Classe in scena – Teatro Argòt e Volterra

L’appuntamento al Teatro Argot di Roma​

Oggi 25 /06/2019 Lotta di Classe, lo spettacolo di diploma dell’anno accademico 2018-2019 di Action Pro debutta al Teatro Argót Studio di Roma.

Una  prova generale di lusso ha preceduto lo spettacolo di stasera. Lo spettacolo è stato presentato in anteprima a Rodolfo di Giammarco, scrittore, pioniere dei critici teatrali italiani, curatore del blog di Repubblica Che teatro che fa, nonchè organizzatore di diverse importanti  rassegne teatrali (Garofano Verde al teatro Argebtina, Trend al Teatro Belli, Nuove Drammaturgie in Scena) che da sempre ha dimostrato un attaccamento al Teatro con sfondi e tematiche sociali, come quelli presenti in Lotta di Classe.

Il cast è pronto a presentarsi al grande pubblico del teatro Argòt, in scena al 25 al 30 giugno h 20: 30; domenica ore 17:30.

Il costo è del biglietto è di 10 euro più 2 euro di tessera associativa.

È possibile prenotare il biglietto direttamente qui: https://actionpro.it/spettacolo-biennio/

Quella del teatro Argòt è solo la tappa iniziale della messa in scena di Lotta di Classe.

La partecipazione ai Festival

Lo spettacolo parteciperà 1 e 2 Luglio al Festival delle scuole del Teatro di Roma al Teatro Trastevere e alla XVII edizione del Festival Internazionale del Teatro Romano Volterra, in scena il 4 luglio 2019 h 21:30.
Merda merda merda !!

Stage introduttivo gratuito dal 5 al 10 Novembre

Dal 5 al 10 di Novembre dalle 13:00 alle 17:00 terremo uno stage introduttivo propedeutico ai corsi, con gli insegnanti della scuola di recitazione.
Si alterneranno i docenti Angelo Longoni, Valerio Morigi, Piermaria Cecchini, Marco Quaglia, Simone Colombari, Agnese Valle, Sara Cimadamore, Marcantonio Lucidi, Paolo Lanza, Eleonora Ivone, Luigi Morra, Eduardo Ricciardelli.
Cinque giorni di lezioni, tra il cinema e il teatro, scoprendo il nostro programma e le nostre peculiarità.
Lo stage è finalizzato alla formazione della classe per l’anno accademico 2018/2019 che inizierà Lunedì 12 Novembre.

Per eventuali richieste e informazioni puoi scriverci a info@actionpro.it oppure chiamarci il numero 3477532231.

 

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