• Home
  • scuole recitazione Roma

Tag: scuole recitazione Roma

selftape articolo blog action pro

Self tape, che passione

Il self-tape è una cosa piuttosto strana. In mancanza della possibilità di fare provini di persona, idealmente la soluzione migliore, e con il crescente numero di progetti internazionali e le trasformazioni veloci del mercato dell’entertainment, ha soppiantato il metodo di audizioni in persona creando una vera e proprio nuovo oggetto di studio per gli attori.

Pro e Cons dei self-tape

Come tutte le cose ha i suoi pro, permette una maggiore libertà, quanti take vuoi e nessun nervosismo da sala d’attesa. Inoltre la facilità con cui è possibile oggi realizzare un video qualitativamente soddisfacente, rende anche più facile un approccio creativo nel realizzare i propri self tape.  D’altra parte però richiede uno sforzo di immaginazione gigantesco per superare la consapevolezza di trovarsi in cameretta, ripresi da un cellulare, davanti ad uno sfondo neutro che probabilmente copre i poster dei Nirvana.  Quando poi il vicino viene a bussare alla quarta volta in cui ti sente urlare “L’hai uccisa, l’hai uccisa!” è normale sentirsi anche un pò fuori luogo.

I self tape restano e possono essere utilizzati per presentare il tuo lavoro

Anche chi non è attaccato al progetto per cui li hai realizzati può visionare i tuoi self tape e farsi un’idea del tuo lavoro.

Specialmente se vuoi mostrare qualcosa di più specifico rispetto al reel intero, li puoi rendere disponibili classificandoli per genere (comedy, drama, self presentation) e dando una breve outline della scena o del personaggio (es: comedy–un primo appuntamento da incubo; drama–Lisa, madre in fuga nella seconda guerra mondiale).

Investire tempo nella qualità del self tape è una garanzia per il futuro.

I casting directors conservano i self tape che li colpiscono in positivo, per progetti futuri in cui potrebbero aver bisogno di un attore/attrice di quel tipo. Per questo il self- tape non è finalizzato solo alla specifica performance per cui lo inviate, ma anzi mirate a inviare una performance memorabile per lasciare traccia. Trattatelo come un provino di persona, potrebbe essere il motivo per cui il casting si ricorderà di voi in futuro e vi convocherà per un altro ruolo.

Investi nell’attrezzatura e nella cura del set-up

  • Fotocamera: ad oggi qualunque telefonino ha un videocamera pro che ti permette di realizzare video qualitativamente più che accettabili. Fai in modo di averne uno e prenditi il tempo di capire come sfruttare al meglio le potenzialità della tua videocamera.
  • Suono: il microfono del telefono solitamente è sufficiente, se usate quello fate attenzione a non andar in luoghi con un’eco o un rimbombo eccessivo. Se volete investire in un microfono esterno, uno di quelli ultra leggeri  con l’attacco jack piccolo da telefono va benissimo.
  • Illuminazione: migliore è l’illuminazione, migliore sarà il self tape. Proprio perchè nel self tape non c’è editing e la nostra faccia è costantemente al centro dell’attenzione impietosa della videocamera, è fondamentale che sia ben illuminata, che sia valorizzata e piacevole da guardare. Si trovano facilmente su internet set di luci semiprofessionali a prezzi piuttosto economici per realizzare self tape.
  • Setting neutro: non è necessario che tutti  i self-tape vengano realizzati su sfondo neutro grigio/blu o bianco. E una buona regola di partenza, ed è decisamente la cosa migliore da fare quando non si hanno input alternativi. Setting neutro significa sfondo monocolore solido, blu, grigio scuro, bianco sporco o nero. Niente mensole della cucina, quadri di Che Guevara, divano con il gatto che dorme sopra. Su internet si trovano i fondali neutri di colori solidi utilizzati proprio per il  self-tape e comodamente montabili nella propria stanza.
  • Setting semi-scenografato invece vi capita una scena che credete di poter rappresentare in modo meno asettico e più naturalistico con quanto avete a disposizione, prendetevi anche la licenza di creare un ambiente circostante, sempre senza distrarre l’attenzione dalla vostra interpretazione.

Trova un lettore in cui ti senti a tuo agio a fare scelte audaci

L’ipotesi migliore sarebbe quella di avere come partner un collega attore di cui non solo ci fidiamo , ma che sia in grado di valorizzare con noi la scena e il nostro talento. Spesso capita di ricevere il provino e doverlo consegnare a strettissimo giro, senza aver tempo per organizzarsi con un collega. In tal caso, prendetevi il tempo di spiegare al vostro interlocutore la scena e i punti salienti e la progressione della scena. La videocamera è costantemente su di voi per cui è importante carpire le vostre azioni ma anche le reazioni. Se il vostro partner sa cosa darvi, metterà il suo lavoro al servizio della vostra performance.

Fate scelte rischiose

L’asetticità del self-tape rende difficile per chi recita e per chi guarda accettare di immedesimarsi nella situazione che hanno di fronte. Per questo può essere divertente tastare il confine dell’immaginazione inserendo elementi che, senza stravolgere la natura del provino, aiutino noi e lo spettatore ad entrare nella realtà della scena. Entrare ed uscire di scena durante il tape ad esempio, recitarne parte di spalle, mangiare in scena, girarlo in piazza, pettinarsi i capelli etc etc. Piccole ma incisive licenze creative con cui divertirvi e dare il vostro take personale alla ripresa, e uscire dall’anonimato nella stanza del casting.

Approfitta di poter cancellare e rifare le registrazioni

Usa questa possibilità come pratica per fare scelte coraggiose e prendere rischi . Nella peggiore della ipotesi dovrai solo cancellare e ricominciare. Usa i self tape come palestra per riguardati e capire come le tue intenzioni vengono in camera. Diversamente dal contesto professionale, qui sei tu a decidere luci , angolazioni, intenzioni, interpretazione. In un solo momento puoi essere il direttore artistico di te stesso. Affina le scelte che fai, provane di diverse, testa modi di diventare sempre di più il direttore creativo delle tue riprese, superare e trovare nuovi limiti di volta in volta.

Accademia di Recitazione: Action PRO Roma

L’attore porta sé stesso. Tutto o niente.

A volte, specialmente in preparazione di un provino, è possibile che si  scelga un pezzo celebre e che per prepararlo si guardi la performance principale. In questo casi è dietro l’angolo il pericolo che si tenterà, anche a livello inconscio, di riproporne l’interpretazione.

Spesso l’idea che abbiamo di come rappresentare un personaggio o la situazione di una scena o un monologo, ci relega in una prigione fatta di assenza creativa.

Non c’è nulla di male nell’utilizzare nella preparazione il film o l’opera da cui è stato scelto il pezzo. Da generazioni guardare altri attori all’opera è una scuola efficientissima.

Quello che importa è capire come utilizzare l’interpretazione di un altro attore per stimolare la nostra creatività, invece di metterla in soggezione.

Perché la vostra interpretazione sia personale, autentica ed inimitabile è necessario che ci mettiate voi stessi.

In altre parole, osservate l’interpretazione per capire quale sia l’obiettivo principale dell’interprete nella scena o nel monologo. Utilizzatela poi come spunto per  perseguire lo stesso obiettivo nella scena, ma come fareste voi.

In questo modo la scena non sarà mai una ripetizione vuota dell’interpretazione di un altro, ma il vostro take personale.  Avrete solo preso in prestito la scelta sull’obiettivo fatta nella performance ufficiale.

Nel momento in cui accettate e lasciate venire fuori voi stessi la vostra performance non avrà uguali.

Lasciare trasparire la vostra identità ed unicità è una cosa fondamentale in ogni momento dell’interpretazione.

A volte succede ci si affeziona ad un certo modo di recitare, alle cadenze, ad alcuni ritmi della voce. A scelte fatte in un certo modo che cerchiamo di riproporre alla stessa maniera perché siamo affezionati al fatto che hanno funzionato una volta.

Puntate ad essere diversi ogni volta.

Anche quando state riproponendo lo stesso pezzo per la centesima volta, avete un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo. L’unico modo per farlo è rischiare. Rischiare con scelte ed esecuzioni nuove che tengano conto della realtà del momento presente in cui vi trovate. Non abbiate paura di cambiare.

La recitazione è magica ed eccitante quando sorprende noi attori e chi la guarda.

Allo stesso modo della vita. In cui siamo noi stessi  nel momento presente nelle circostanze immaginarie del pezzo scelto e ci lasciamo sorprendere da noi stessi, dal singolo momento. Da tutto quello che è spontaneo, istintivo e che lasciamo accadere perché non abbiamo scelta.  Non abbiate paura di perdere il controllo.

Premio Lotta di Classe - Teatro Trastevere

Lotta di Classe: Rassegna Stampa

Da Nigel Williams

Riadattare un’opera, soprattutto quando si tratta di un grande classico per il teatro come “Nemico di Classe” di Nigel Williams, non è mai semplice.

In ActionPro ci abbiamo provato, portando sul palcoscenico “Lotta di Classe”, lo spettacolo conclusivo dei primi due anni accademici 2017/2019. Il contesto storico e sociale nel quale si svolgono le due rappresentazioni è ovviamente diverso.

Williams scriveva la sua opera alla fine degli anni Settanta, un periodo di grande fermento in ambito studentesco. I giovani vivevano il crollo delle ideologie degli anni Settanta e non era ancora formata l’idea di Europa. C’erano battaglie da portare avanti, nemici contro cui scontrarsi.

Lo scenario in cui si colloca Lotta di Classe è quello attuale, dove i nemici quasi non ci sono più se non idealizzati.
Non ci sono più le lotte politiche e sociali ma ci sono quelle inutili che hanno vuotato la società.
Una classe di giovani.
Giovani senza guida che aspettano l’arrivo di un professore che non arriverà mai e che nel frattempo si confrontano ma, soprattutto, si scontrano senza una vera ragione che ne giustifichi la rabbia.

Lotta di Classe in scena a teatro

L’opinione della stampa

Il testo di Angelo Longoni, che è anche il regista, è stato portato in scena dai giovani attori della nostra Accademia presso il Teatro Argot. Sono stati numerosi i critici di spettacolo e gli appassionati che hanno omaggiato la sala con la loro presenza per recensire l’opera e il lavoro degli attori.

Laura Novelli parla di attesa come di uno “scannatoio dell’anima” dove “denunce e conflitti si tengono costantemente in bilico tra drammi personali e storture sociali.”

Nella sua critica, la Novelli apprezza il lavoro ritmato e snello della regia, la coralità del lavoro del gruppo ma anche la capacità di far emergere con successo le individualità. Ogni ragazzo coinvolto ha saputo trovare una propria caratterizzazione determinata, che ha dato un maggiore senso di inclusione al lavoro di gruppo. Dalle sue parole si capisce come il lavoro di Longoni abbia fatto breccia: “in Lotta di classe colpisce l’attualità di certi bisogni, di certi sogni prematuramente infranti. I nove alunni di questa classe disastrata sembrano funamboli appesi al loro domani e incapaci di muoversi sul loro filo.”

Interessante e pungente è la critica di Flaminio Boni, che lo definisce “uno spettacolo crudo e vero che non fa sconti” dove i protagonisti “si mettono in gioco con i loro dialetti, la loro carica e la loro fisicità e vivono i loro personaggi con spontaneità ed effetto con un risultato verosimile e amaro.”

Continua sostenendo che “la drammaturgia è ottima dal punto di vista tecnico ma manca di suggestione.” La sua critica si sofferma sull’effetto finale dello spettacolo, dove a suo parere “le parole restano frasi fatte, belle, ma già sentite, che non hanno il potere di abbattere il muro dell’intolleranza e suscitare una riflessione nello spettatore” e noi non possiamo far altro che ringraziarlo, perché se i complimenti ci lusingano, le critiche ci aiutano a crescere e a migliorare costantemente.

Tra il pubblico dell’Argot si è presentato anche Rodolfo di Giammarco, importante penna di Repubblica specializzato nel teatro. Siamo stati orgogliosi di averlo tra i nostri spettatori e di leggere la sua critica positiva sul nostro lavoro, soprattutto sul talento dei ragazzi. Secondo lui alcuni degli allievi “hanno una tetra disperazione da vendere.”

Riconoscimenti per Lotta di Classe

Dopo l’esperienza al Teatro Argot abbiamo portato Lotta di Classe al Play Theatre School Festival, la manifestazione dedicata alle Scuole di teatro di Roma, organizzata dall’Associazione Culturale Teatro Trastevere. Anche qui la piece degli allievi ActionPRO ha conquistato pubblico e critica, conquistando il premio come miglior allestimento scenico.

Lotta di Classe è stato uno degli spettacoli in cartellone anche al Festival Internazionale Teatro Romano di Volterra, dove ha raccolto il plauso dei presenti per la sua forza scenica.

Lotta di classe - Spettacolo biennio accademico 2019 Action PRO®

Lotta di Classe in scena – Teatro Argòt e Volterra

L’appuntamento al Teatro Argot di Roma​

Oggi 25 /06/2019 Lotta di Classe, lo spettacolo di diploma dell’anno accademico 2018-2019 di Action Pro debutta al Teatro Argót Studio di Roma.

Una  prova generale di lusso ha preceduto lo spettacolo di stasera. Lo spettacolo è stato presentato in anteprima a Rodolfo di Giammarco, scrittore, pioniere dei critici teatrali italiani, curatore del blog di Repubblica Che teatro che fa, nonchè organizzatore di diverse importanti  rassegne teatrali (Garofano Verde al teatro Argebtina, Trend al Teatro Belli, Nuove Drammaturgie in Scena) che da sempre ha dimostrato un attaccamento al Teatro con sfondi e tematiche sociali, come quelli presenti in Lotta di Classe.

Il cast è pronto a presentarsi al grande pubblico del teatro Argòt, in scena al 25 al 30 giugno h 20: 30; domenica ore 17:30.

Il costo è del biglietto è di 10 euro più 2 euro di tessera associativa.

È possibile prenotare il biglietto direttamente qui: https://actionpro.it/spettacolo-biennio/

Quella del teatro Argòt è solo la tappa iniziale della messa in scena di Lotta di Classe.

La partecipazione ai Festival

Lo spettacolo parteciperà 1 e 2 Luglio al Festival delle scuole del Teatro di Roma al Teatro Trastevere e alla XVII edizione del Festival Internazionale del Teatro Romano Volterra, in scena il 4 luglio 2019 h 21:30.
Merda merda merda !!
  • 1
  • 2

Copyright 2018 ActionPRO | P.IVA 14540081008 | Tutti i Diritti Riservati.

PRIVACY POLICY - COOKIE POLICY 

Ciao! Hai qualche domanda?
ACTION PRO®
Hai domande?