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Tag: set cinema

Giornata Mondiale dell'amicizia 2019 - Action PRO

L’attore è un artista senza ego

L’artista è, o dovrebbe essere per definizione, senza ego.

Eppure spesso il narcisismo insito nelle parti della nostra personalità che amano essere retribuite, riconosciute, ammirate, prende il sopravvento limitando la creatività e la possibilità di stringere rapporti duraturi. Spesso si sente parlare della diva, della superstar, del tenebroso maledetto, stereotipi affascinanti legati al mondo del glitter, magazines e tabloid più che al mondo reale.

L’attore è un animale sociale.
Questo non ha nulla a che fare con il carattere di ciascuno, ma è una caratteristica imprescindibile della professione dell’attore per almeno due ragioni fondamentali: set e teatri sono luoghi collettivi dove numerosi esseri umani si riuniscono, ognuno con il proprio compito, per creare qualcosa insieme.
Succede in numerose altre professioni ed è una delle sfide più difficili e allo stesso tempo remunerative con cui confrontarsi:

  • non c’è lo spazio per un agenda personale che sia in conflitto con il prodotto artistico finale;
  • bisogna avere occhi ed orecchie aperte per le esigenze di tutti quelli a lavoro intorno a noi;
  • essere pronti a rimodellare il proprio lavoro sulla base delle esigenze di qualcun altro anche in corso d’opera e all’ultimo minuto.

In altre parole bisogna essere aperti e flessibili.

L’importanza dell’ambiente teatrale e cinematografico

Gli ambienti creativi e professionali di alto livello sono caratterizzati dalla presenza di una sinergia totale in cui ognuno mette tutto se stesso a disposizione del proprio lavoro e del lavoro degli altri, in vista di un obiettivo comune, la realizzazione dell’opera artistica facendo sembrare un processo, in realtà complesso e oneroso, semplice e privo di drammi. Sentendo parlare i registi e gli attori che raggiungono livelli di carriera e professionalità non si può fare a meno di notare che siano persone estremamente umili dotate di grande cuore, apertura semplicità e dedizione per il proprio lavoro.

Set e teatri sono ambienti molto stressanti, costantemente sotto pressione di tempi, budget e risultati. Si vive e si crea a contatto con le persone per 12 ore e più al giorno. Essere aperti, disponibile ed evitare le intercessioni del proprio ego è necessario per assicurarsi la possibilità di ottenere il prossimo lavoro. Si può anche essere attori fenomenali, ma se lavorare con voi è un incubo si avranno molte meno possibilità di ottenere il prossimo ingaggio.

La creatività fluisce libera in ambienti in cui ciascuno si sente supportato e rispettato, non dove c’è terrore e pesantezza d’animo. Sì, ci sono film e capolavori che sono nati da processi tormentati e nei quali attori ed operatori che ne hanno fatto parte raccontano di aver vissuto un incubo in un clima di lavoro oppressivo e pieno di tensione. Il risultato sarà anche stato brillante, ma nessuno ripeterebbe l’esperienza. Questo è un modo fatto di connessioni, dove il lavoro è generato dai rapporti personali che si stringono all’interno dell’ ambiente lavorativo. E’ importante dotarsi di umiltà e tanta tanta capacitò di ascolto.

L’importanza dei rapporti personali

La seconda ragione fondamentale per cui per l’attore l’apertura ai rapporti personali è fondamentale è che questi costituiscono il pane quotidiano del suo talento.
Le storie che l’attore racconta sono fatte di amicizie, innamoramenti, gelosie, tradimenti, di connessioni tra esseri umani in tutte le sue forme possibili ed immaginabili.

Più si è aperti alla possibilità di farsi toccare da altri essere umani nella vita di tutti i giorni, più il bagaglio esperienziale dell’attore è ricco e sfaccettato. La materia prima alla quale ogni attore attinge è la sua vita personale in uno spirito di condivisione con i personaggi che interpreta, con i partner di scena e con il pubblico. Quella stessa condivisione che è alla base dell’amicizia e dell’amore fatta di apertura e di assenza di giudizio che permette alla personale esperienza dell’attore, al suo bagaglio emotivo e vitale di fluire nelle storie scritte su carta e trasformarle in realtà. 

Farsi toccare realmente e toccare gli altri richiede grande coraggio. Socialmente siamo educati ed istruiti a mantenere una zona di sicurezza che ci separi dagli altri. Per non essere invasivi, per non rimanerci male o essere feriti. Perchè non”sta bene”, per non sentirci esclusi o per non fare una cattiva impressione. Costruiamo dei piccoli muri interiori che limitano la capacità di essere noi stessi al cento per cento e muri tra noi e gli altri che limitano il contatto ad una forma sicura, ma che ha una parvenza di socialità.

Il compito dell’attore

L’attore ha il compito di rimuovere quei muri. Per arrivare ad una libera espressione di sè stesso e per essere certo di raggiungere chi lo ascolta e lo osserva con l’apporto vitale di un fiume in piena.

L’attore rischia.
Di essere ferito, veramente.
Di innamorarsi, veramente.
Come nelle migliori amicizie, tutto quello che fa, lo fa con niente meno che il cuore intero.

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